Nobile Contrada Fiorenza

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SEMINARIO/ Abbigliamento maschile nel XV Secolo

E’ un secolo di così gentile eleganza il Quattrocento in Italia che si teme con le parole di sminuire l’incanto…
  R. L. Pisetzky
E’ con queste parole che si è aperta la prima conferenza-dibattito tenuta dall’Ass. Orme del tempo, ed è così, gentile ed elegante che viene presentato l’uomo del XV secolo.
Ispirate ad un raffinato senso estetico, le vesti aderenti, il collo libero, il volto rasato e la chioma fluente, danno un aria giovanile e attraente alle figure virili.
Il primo indumento che viene indossato sul corpo nudo è la camicia, confezionata spesso in lino dentro le mura domestiche; l’abbigliamento si compone poi dicalzabraghe e farsetto che si poteva completare con la giornea, corta, per i giovani e con la pellanda, lunga, per gli uomini anziani.
Il farsetto delinea elegantemente il busto scendendo un poco sotto il punto vita; è un indumento imbottito  che agisce in parte come protezione del corpo, ma anche come “correttivo”, conformando così il corpo all’ideale di bellezza imposto dalla moda.
Indossata sul farsetto, la giornea era una sopravveste elegantissima, smanicata, aperta sui fianch e ornata di frappe e intagli. Spesso veniva trattenuta in vita da una cintura, a volte solo sul davanti, lasciando il dietro libero a mantello.
Le calzabraghe dovevano essere ben tese e adarenti alla gamba; per quanto riguarda i colori troviamo

calze “dimidiate“, con gambali di colore differente, “addogate“, con inserti colorati a strisce, “sbarlate“, interrotte sotto il ginocchio da una decorazione orizzontale.

Indumento alquanto importante era la Pellanda; una sopravveste aperta davanti con maniche a volte ampie, spesso foderata di pelliccia.
Immancabile il cappello, di svariate foggie e spesso rosso, che apperteneva ad ogni uomo, di qualsiasi rango o ceto sociale.

 

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