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RUBRICA/ Il battesimo di Galeazzo Maria Sforza

Rubrica “Alla scoperta del XV secolo” – 25.03.2013
Battesimo di Galeazzo Maria Sforza
A cura di Alberto Gatti

MCCCCXLIIII et die martis, XVII martii, magnificus dominus Galeactius Maria, filius Comitis et illustrissime domine Blanche, fuit baptizatus in ecclesia Sancte Marie Maioris per dominum Antonium Marini, priorem Sancti Salvatoris: et compatres Ambasciatores Florentie, Angelus de Anghiara et dominus Ioannes magistri Thome de Firmo et alii; in qua die fuit iostratum in dicto Girifalco per multos armigeros.
1444, martedì 17 Marzo, il magnifico domino Galeazzo Maria Sforza, figlio del Conte e della illustrissima domina Bianca Maria Visconti, fu battezzato nella Chiesa di Santa Maria Maggiore dal domino Antonio Marini, priore di San Salvatore; ebbe come padrini gli ambasciatori Fiorentini, Angelo da Anghiari e domino Giovanni magistro della città di Fermo, in quei giorni ci fu una giostra nel Girfalco, alla quale parteciparono moltissimi valorosi.
Il cronista Antonio Di Niccolò accenna che il giorno in cui si celebrò il battesimo di Galeazzo Maria figlio del conte Francesco Sforza, “Fuit iostratum in Girofalco per multos armigeros”, difatti era uso celebrare, in occasioni di ricorrenze religiose che civiche, dei torneanti, giostre o palii; in questo caso il conte decise di organizzare una giostra equestre aprendo il torneo a chi volesse partecipare.
Nella spianata del Girifalco destinata alla giostra, vennero dal contado fermano e dalle vicine provincie molti cavalieri ed uomini d’arme a solennizzare si fausto avvenimento e prender parte al torneo. Indossavano ricche armature, e i destrieri da lor montati nitrivano di gioia, anch’essi coperti di gualdrappe ricamate d’oro. Le vesti degli araldi erano ornate degli stemmi delle case Sforza e Visconti. In tali giuochi si segnalò un Niccolò Sabbioni d’antica patrizia famiglia fermana. Francesco Sforza manifestando a tutti i cavalieri del torneo la sua soddisfazione e benevolenza, concede’ al Sabbioni in segno dell’abilità da esso dimostrata nel maneggio delle armi, la facoltà di poter unire nel suo stemma ,il leone Sforzesco.
Un tal fatto venne a noi conservato da una iscrizione posta in un antico dipinto presso la detta famiglia Sabbioni la quale ci piace qui riportare: “Nicolaus Sabbionus Angeli filius qui in equestribus ludis quos Franciscus Sfortia Firmi paravit cum Domina Blanca eius uxor in arce Geronis filius peperite aedo praeclare strenueque se gessit ut perpetua facultate donari meruerit ferendi supra galeam leonem Hastiludii anulum gestantem, quem cum honorifico Lemmate in alba zona inscripto posteris transmisit”

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