Nobile Contrada Fiorenza

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Storia

La Nobile Contrada Fiorenza è una delle sei contrade storiche di Fermo, numerata anticamente con il numero romano III ancora visibile ad ogni numero civico degli edifici in centro storico.

Nella parte verso Levante, e Mezzogiorno incomincia dalla divisata Porta di S. Francesco, e prosiegue per tutta l’estensione della Strada conducente al locale, che in addietro fù Chiesa di S. Martino fino all’angolo della Chiesa del Sacramento, indi traversando per l’altra Strada annessa alle Case de’ Signori Catalani, Alessandrini, Ruffo, e Conte Luigi Bernetti va a terminare nella imboccatura del Vicolo intermedio alla pubblica Pescaria, ed alla Casa de’ Signori Conti Sabbioni presso la Strada delle Botteghe.

Nella parte verso Ponente incomincia dal riferito angolo della Casa de’ Signori Conti Sabbioni, e proseguendo all’ingiù per il detto Vicolo della Pescaria va a terminare per linea retta nell’Angolo della Chiesa di S. Anna. presso le Mura Castellane.

Nella parte verso Tramontana incomincia dall’accennato angolo della Chiesa di S. Anna e secondo il circondario delle Mura Castellane va a terminare nella Porta di S. Francesco.

Approfondimento.

La Nobile Contrada Fiorenza si sviluppò probabilmente intorno all’anno mille, tra due cerchie murarie romane della città; quella tardo repubblicana e quella augustea. Si componeva di due quartieri, il Vicus Sanctis Salvatoris, dislocato nella parte alta della contrada, intorno all’omonima chiesa monastica (oggi Chiesa del Gesù), ed il Vicus Sanctis Leonis, distribuito anch’esso intorno all’omonima chiesa a ridosso delle mura di San Francesco. Anticamente nell’area sorgevano una fontana, denominata Piscaria, fossati e palizzate pertinenti a strutture difensive e la porta dell’accesso alla contrada, intitolata a San Leone.

In città si collocava come una contrada prevalentemente popolare, almeno fino alla fine del ‘300, poi conobbe un’importante sviluppo edilizio e commerciale e l’insediamento di famiglie importanti quali quelle dei Volpucci, dei Vinci, degli Adami, dei Raccamadoro e degli Eufreducci.

Questi ultimi scelsero come sede della loro dimora un luogo strategico al confine tra Fiorenza e San Martino e lì, all’angolo tra le due attuali via Leopardi e via Perpenti, fecero erigere un palazzo fortificato, gotico-fiorito e coronato da merli ricordato ancora oggi come uno dei più belli della città. In quel palazzo, che da anni ospita il Liceo Classico “Annibal Caro”, si svolsero le tragiche vicende che portarono Oliverotto Eufreducci alla conquista del potere nella città.